Categoria: Verso Santiago

preparazione, consigli e diario del cammino di Santiago

  • Il Cammino ci guida

    Il Cammino ci guida

    Perché camminare?

    Camminare non è solo mettere un piede dopo l’altro, né semplicemente arrivare ad una meta. Certamente aumenta il benessere fisco ed emotivo: nell’attività a contatto con la natura liberiamo endorfine, lo stress si riduce, aumenta la calma e il rilassamento; la respirazione e la luce rafforzano il sistema immunitario e sincronizzano i ritmi circadiani.

    La forza di camminare da soli, la fatica ad ogni passo ci insegna innanzitutto che ce la possiamo fare. Aumenta, quindi, il senso di auto-efficacia e la focalizzazione. Inoltre, coltiviamo rapporti interpersonali, con positività e sana affettività. Tuttavia, ci sono implicazioni ancora più profonde.

    Di fatto, il Cammino può essere il nostro più grande maestro. Ognuno di noi porta con sé una storia, fatta di vissuti, ferite e lutti. Un atto di volontà e di coraggio pone l’azione in linea con la nostra intenzione, trasformando ogni cosa. Così anche il dolore diventa una risorsa importante.


    Il dono del lasciar andare

    Nel continuo fluire dell’esistenza, ogni individuo vive un processo di sviluppo nel quale i cambiamenti e i cicli della vita sono occasioni per espandere la nostra evoluzione.

    La fine di una relazione, la perdita di un lavoro o la morte di una persona cara richiedono di lasciare andare qualcosa con cui ci siamo identificati. Significa portare dentro di sé l’essenza di quello che è finito e trasformarlo in un’esperienza di crescita. Inizialmente un evento improvviso crea shock, si è sopraffatti dal dolore; seguono rabbia e depressione. Solo nuove motivazioni ci sostengono nel guardare al futuro. È un processo di elaborazione comune a tutti, secondo le 5 fasi enucleate dalla psichiatra Elisabeth Kubler- Ross (rifiuto, collera, patteggiamento, depressione, accettazione). Ciò che ci conduce alla guarigione è un atto creativo: se non fossimo mossi dal bisogno di dare un senso a quanto abbiamo vissuto, non riusciremmo a fluire con la vita.


    La ricerca di significato

    È qui che il Cammino compie la sua magia: nel darci uno scopo sulla strada, passo dopo passo, ci guida nella vera ricerca. La ricerca di senso è l’essenza dell’esistenza umana. Viktor Frankl sopravvisse ai campi di concentramento, perché fece di quella esperienza una ricerca di significato:

    “Ciò che l’uomo necessita davvero non è uno stato di mancanza di tensione ma piuttosto il lottare e sforzarsi per qualche obiettivo degno di lui. Ciò di cui ha bisogno non è alleviare la tensione a tutti i costi, ma la chiamata di un significato potenziale che attende di essere soddisfatto da lui.”

    Ci suggerisce di scoprire il significato della vita in tre diversi modi:

    1. Col compiere un proposito;
    2. Con lo sperimentare un valore;
    3. Con il soffrire.

    Il Cammino allora simboleggia un momento di passaggio: ci conduce per mano a scoprire noi stessi e le nostre potenzialità nascoste; ci rende capaci di atti di gentilezza, empatia e accoglienza; ci apre alla meraviglia e all’Amore. Nella semplicità e nell’essenzialità, sgombri dal superfluo, possiamo essere umili, essere umani. Tornare in comunione con lo Spirito che dimora in noi.

    Ogni cammino è una rinascita.


    “E se poteste mantenere la meraviglia del vostro cuore dinanzi ai miracoli quotidiani della vostra vita, il vostro dolore non sembrerebbe meno meraviglioso della vostra gioia”

    Khalil Gibran


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    Sassolini in cammino

    Come nella fiaba di Pollicino, ogni sassolino lasciato lungo il sentiero ci aiuta a ritrovare la via di casa.

    Ciò che lasciamo andare si trasforma in una traccia che ci accompagna, un passo più vicino alla nostra Anima.